Chi Siamo

Spazio Psicologia è un punto di riferimento, reale e virtuale, costituito da psicologi per gli psicologi.

È uno spazio nato dalla volontà di un team di Psicologi-Psicoterapeuti, di approfondire le proprie conoscenze, formarsi e condividere strumenti utili con i colleghi che sentano l’esigenza di migliorarsi e crescere professionalmente. Siamo fiduciosi di incontrare, verso le nostre proposte formative, l’interesse e l’entusiasmo di tutti quei colleghi che intendano rendere la nostra professione sempre più attiva ed efficace.

Io sono Costanza Calvio, Psicologa-Psicoterapeuta e con l’aiuto della Web Agency Web4uService di Perugia, ho iniziato a concretizzare questo progetto. Tutto il sito, compresa questa pagina, è ancora in lavorazione, così come tanti corsi, ma la volontà di cominciare ci ha spinti a pubblicare subito il nostri primi corsi. Nel corso del 2019 proporremo attività singole e percorsi di approfondimento su tematiche utili in particolare ai nostri colleghi “clinici”.

Ma perchè IL COLIBRI’?
Perchè, noi psicologi, siamo tutti un po’ Colibrì

Avete mai fatto caso a quanto la nostra attività di Psicologi, somigli a quella di questi uccellini?

I Colibrì sono considerati gli uccelli più piccoli al mondo: la maggior parte delle specie ha un peso tra 2,5 e 6,5 g e una lunghezza tra 6 e 12 cm. Come loro, noi Psicologi, nel nostro lavoro, occupiamo un piccolissimo spazio fisico (e temporale) nella vita dei pazienti, e da quel piccolissimo spazio lavoriamo per raggiungere l’obiettivo forse più ambizioso al mondo: aiutarli a trovare un loro sano equilibrio.

Nell’intricata vegetazione delle foreste il Colibrì è in grado di spostarsi rapidamente, ma è anche capace di rimanere immobile a mezz’aria, vicino ad un fiore. Questa capacità è garantita dal rapidissimo battito alare (alcune specie anche 80 battiti al secondo) che consente loro di potersi cibare del nettare dei fiori. Restando immobili di fronte al paziente, mantenendoci “a mezz’aria” nel nostro equilibrio, ci spostiamo nell’intricata foresta dei suoi pensieri… (e delle nostre riflessioni). Ci cibiamo di emozioni e consapevolezze, ascoltiamo, rispondiamo e condividiamo; cogliamo velocemente e al volo i messaggi e i segnali che il paziente ci manda chiaramente e quelli che invece non sono così chiari. Ma mentre facciamo tutto questo, restiamo fermi. Il paziente esce e ritorna alla sua vita, e noi dobbiamo rimanere fermi anche se a volte è difficile, perchè l’obiettivo è la sua autonomia. Ma la settimana successiva saremo certamente lì ad aspettarlo, di nuovo per lui e con lui, per condividere ancora e per lavorare insieme, per battere forte le ali, restando ancora fermi.

La straordinaria mobilità degli arti superiori consente al Colibrì prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli. Possono battere le ali in tutte le direzioni, il che consente loro sia il volo stazionario che, unici fra gli uccelli, il volo all’indietro. Vogliamo parlare delle nostre prodezze con i pazienti più “articolati” o più sofferenti? Volare avanti o all’indietro, in tutte le direzioni, ormai l’abbiamo imparato.

Il piumaggio del Colibrì ha colori iridescenti e brillanti che vanno dal bruno al verde, dal rosso al nero. La particolarità è che i bellissimi colori non sono dovuti alla presenza di pigmenti sulle penne, ma all’interferenza dei raggi luminosi attraverso la struttura prismatica delle diramazioni perpendicolari dei rami delle penne, che scomponendo la luce solare riflettono una parte dell’iride, dando la sensazione di riflessi metallici. Il raggio di luce viene così scomposto nei suoi colori originari dando una colorazione cangiante in base all’angolo di osservazione. I pazienti, nelle loro difficoltà e nella loro sofferenza, spesso non vedono che il bianco o il nero, il giusto o sbagliato, il buono o il cattivo… In realtà quasi nulla di ciò che viviamo o che incontriamo è così estremo, anzi quasi sempre è nel mezzo, ma in quel mezzo non viene “riconosciuto”. Noi abbiamo il compito di aprire gli occhi del paziente agli altri colori, fornirgli altri punti di vista e non per “indorargli” la pillola o abbellire la realtà, ma semplicemente perchè la realtà è veramente piena di sfaccettature e i punti di vista possono essere davvero tanti e diversi.

Il becco del Colibrì può avere una varietà di forme e dimensioni, che in genere riflettono le loro abitudini alimentari, adattandosi alla forma dei fiori del cui nettare si nutrono. La lingua è estensibile e biforcuta. E’ da notare che questo uccellino può cimentarsi in una diversità incredibile di vocalizzazioni e, come gli umani e pochi altri animali, ha sviluppato la rara capacità di imparare suoni diversi, non solo quelli che ogni specie ha innati in sé dalla nascita. Con l’esperienza, abbiamo imparato a modellare il nostro linguaggio a seconda della persona che abbiamo davanti, per comprenderla e farci comprendere meglio e per allinearci con lei e sentirci parte dello stesso obiettivo. Abbiamo imparato più lingue e più suoni, a seconda dei momenti, delle emozioni, dei desideri… Ma dobbiamo fare sempre molta attenzione a ciò che diciamo e al senso che diamo alle frasi, perchè potremmo ferire qualcuno che in quel momento è fragile o sofferente: ciò che noi potremmo esprimere come una battuta, per lui potrebbe invece avere, in quel particolare momento della sua vita, una accezione molto più dolorosa.

Questi incredibili uccellini, sanno fare tutto questo naturalmente, noi invece dobbiamo studiare, e studiare tanto… Potremmo dire che NON DOVREMMO MAI SMETTERE DI STUDIARE!

Siamo certi di poter essere di aiuto e di ispirazione a tutti i Colleghi in questo viaggio professionale e di vita.

IL TEAM DI SPAZIOPSICOLOGIA